Venerdì 6 novembre ore 18: “Savona: parliamo del suo futuro”

Servono scelte coraggiose ed innovative: dopo la città medioevale ed industriale rifondiamo la città sulla cultura e sull’intrattenimento.

 Partecipa PAOLO FORZANO

Presidente del Comitato Casello Albamare.

Partecipa ORESTE ROSSI

Ex membro Parlamento Europeo

Responsabile Rapporti Istituzionali Europa Federanziani

A cura del Comitato Casello Albamare 

2015 11 19 - UBIK - Savona parliamo del suo futuro1Può la nostra città tornare a crescere, a dare nuovo lavoro? Sì con una grande svolta di tipo economico: dopo la città medioevale, dopo la città industriale con le fabbriche siderurgiche, metalmeccaniche, del vetro, bisogna riprogettare la città nuova con la transizione da città industriale a quella post-moderna della cultura e dell’intrattenimento, non trascurando il forte legame col mare. Esempi? Molti: famosissimo Pittsburg, ma anche Bilbao, e poi Dortmund e Duisburg nella Rhur! Anche Genova col Porto Antico!

Si può fare! Ci vuole un patto per Savona fra istituzioni e gruppi dirigenti locali, delle appropriate scelte urbanistiche ed architettoniche, una cooperazione fra pubblico e privato. Formule già sperimentate.

Savona ha tante aree da “rivitalizzare”: l’area ex-stazione FS, il frontemare a ponente con 2335 metri equivalente ad una città balneare, il Priamar un “tesoro” turistico culturale poco sfruttato, ma anche S.Giacomo, Villa Zanelli, il turismo storico religioso “la città dei Papi”, e tanto altro. Sono essenziali efficaci connessioni stradali e ferroviarie per raggiungere velocemente la città. Vediamo alcune possibilità. E c’è il ruolo fondamentale dei fondi europei. A fronte di un progetto ambizioso e di alto livello quali e quanti fondi europei si possono avere per “partire” con la Savona del domani?

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Commenti chiusi