Giovedì 12 aprile ore 18: presentazione del libro “Partire. Un’odissea clandestina”

presentazione del libro

Partire.

Un’odissea clandestina”

(Baldini+Castoldi)

Incontro con

MAHMOUD TRAORÉ

e BRUNO LE DANTEC

Introducono ALESSIO ARTICO Presidente Provinciale ARCI Savona e RENATA BARBERIS.

Traduzione di FEDERICO BRIVIO.

In collaborazione con l’ARCI e l’ANPI

Alla sera dalle ore 20 cena e incontro con gli autori del libro alla SMS di Cantagalletto  (Per prenotazioni: 349 3261169 Adulti € 14 euro. Bambini dai 6 ai 12 anni  € 10. Gratis per bambini sotto i 6 anni )

La storia di Mahmoud Traoré è quella di migliaia di giovani africani che, attratti dal mondo globalizzato, si lanciano sulle strade dell’esilio a piedi o a bordo di taxi-collettivi, camion da bestiame, piroghe, lasciandosi alle spalle il Sahel, il Sahara, la Libia e il Maghreb.

Mahmoud ha impiegato tre anni e mezzo per percorrere la distanza che separa Dakar da Siviglia, mentre a un turista europeo sarebbero bastate tre ore di volo. E a Ceuta lo attende l’assalto alle «barriere di sicurezza»: nella notte del 28 settembre 2005 centinaia di migranti irregolari si gettano sulle recinzioni e i fili spinati che li separano dall’Europa. La polizia apre il fuoco e lascia a terra molti morti, che sono morti senza volto, senza nome, senza identità. Ci sono sopravvissuti che provano a raccontare, ma ne escono solo frammenti di verità al servizio dei media. E così la loro testimonianza, velocemente, si affievolisce.

In cammino verso l’eldorado europeo dopo aver abbandonato l’idea di raggiungere la Costa d’Avorio, devastata all’epoca da una guerra civile, Mahmoud si imbatte in ogni sorta di sfruttatori: doganieri, guide, cacciatori di clienti, affittacamere, poliziotti corrotti, trasportatori, e, seguendo il ritmo intermittente del suo periplo (a ogni tappa, Mahmoud deve trovarsi un lavoro per poter proseguire il viaggio) si scopre una fiorente economia che specula sulle spalle dei più poveri fra i poveri.

Bruno Le Dantec è nato a Marsiglia e collabora con periodici in Francia, Spagna e Messico. Lavora alla radio (Canal Sur), ha scritto per il teatro, e un libro dedicato a Marsiglia.

Quanto a Mahmoud Traoré, la sua biografia è nelle pagine di questo libro.

 

Martedì 17 aprile ore 18: “’68 e dintorni”

“’68 e dintorni”

Presentazione della Mostra sul ’68 a Savona e in Italia,  curata dalla prof. GIOSIANA CARRARA, che verrà inaugurata il 25 Aprile presso il Palazzo del Commissario al Priamar, nell’ambito delle iniziative per la Festa della  Liberazione.

Intervengono GIORGIO AMICO,

FRANCA FERRANDO e MARIO LORENZO PAGGI.

A cura dell’ISREC Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea della provincia di Savona

L’ISREC dedica quest’anno una mostra al cinquantenario del ’68, stagione spartiacque  per la storia del mondo occidentale, che dalla metà degli anni Sessanta giunge ai primi anni Settanta.

Dalle rivolte nei campus universitari degli Stati Uniti contro la guerra in Vietnam e le discriminazioni razziali sino alle ribellioni nelle piazze europee di studenti e operai che contestano i sistemi scolastici, i valori tradizionali, le forme del potere politico ed economico, ovunque un’intera generazione mette in atto un processo rivoluzionario profondo, non riducibile a un mero fenomeno di costume.

A Savona la mobilitazione coinvolge da subito le scuole e le fabbriche innescando fermenti politici e culturali del tutto nuovi, così come nuovo è il ruolo che vanno assumendo componenti sociali sino ad allora ai margini del discorso pubblico, i giovani e le donne.

Tuttavia, a cinquant’anni di distanza è ancora difficile focalizzare la portata di questa rivoluzione. Anche per questo l’ISREC, con la Mostra inaugurata sul Priamar il 25 aprile, intende avviare una ricerca storica sul biennio 1968/’69  che proseguirà il prossimo anno tramite iniziative di ampio respiro soprattutto sulla  realtà savonese.

Sabato 21 aprile ore 18: incontro con lo scrittore ALESSIO CUFFARO

incontro con lo scrittore

ALESSIO CUFFARO

 e presentazione del romanzo

“La distrazione di Dio”

(editori AutoRiuniti)

Modera NADIA OTTONELLO

A cura del Presidio del Libro di Savona

Morire e risvegliarsi altrove, in un altro corpo. Questo succede improvvisamente a Francesco Cassini, stimato ingegnere nella Torino di fine Ottocento. Che cosa è successo? Come è stato possibile? Chi crederà alla sua storia? La legge universale che regola il destino di ogni individuo pare essere saltata: Francesco è vittima di una distrazione di Dio.

Ai dubbi e alle difficoltà del trovarsi estranei a se stessi, con un altro corpo da abitare, si alternano però anche le avventure e le possibilità che il protagonista del libro si troverà a vivere, innescando una serie di vicende drammatiche, ironiche e struggenti che attraverseranno l’intero secolo. Un romanzo che esplora territori narrativi inediti e che trasforma la nostra idea di identità, di corpo, di destino.

Martedì 24 aprile ore 18: incontro con le scrittrici FIORENZA GIORGI e IRENE SCHIAVETTA

incontro con le scrittrici

FIORENZA GIORGI e IRENE SCHIAVETTA

e presentazione del nuovo romanzo giallo

“Il mistero di San Giacomo”

(Frilli Editore)

Introduce GIOVANNI POGGI

La chiesa di San Giacomo è stata finalmente restaurata e restituita alla città di Savona, dopo secoli di abbandono. Ma nel corso dei lavori si scopre un raccapricciante segreto: sono rinvenuti i cadaveri di una donna e di un neonato.

Solo una medaglietta al collo della poveretta e il suo orologio da polso potranno consentire agli inquirenti, grazie all’aiuto dei cittadini, di ricostruire la vicenda e dare un nome alla misteriose mummie. Toccherà a Ludovica Sperinelli, Pubblico Ministero savonese, svelare il mistero e scoprire il legame tra il ritrovamento e l’inspiegabile, crudele omicidio di un anziano invalido. Non sarà sola in questa impresa: avrà al suo fianco il maggiore Duccio Pratesi, uomo galante, esperto d’arte, e l’immancabile maresciallo Francesco Mancini, che collaborerà alle indagini, questa volta, un po’ distratto da un’avventura che gli farà battere il cuore.

Verrà alla luce una vicenda di amore, viltà, disperazione e vendetta, disegnata a tratti vividi sullo sfondo di una Savona rivisitata.

Martedì 13 marzo ore 18: “Perché non apprezzare e vivere il verde di Savona?”

“Perché non apprezzare e vivere il verde di Savona?”

Sesto incontro mensile con Italia Nostra sui temi di attualità che riguardano la tutela ambientale della nostra città.

A cura del Dr. GIOVANNI SANGUINETI, dottore forestale

Savona in passato ha pensato e curato il verde di cui ancora oggi fruiamo. Gli interventi recenti sono stati invece pochi e scadenti; quali le sensibilità di oggi verso una componente urbana dimenticata e spesso vissuta solo quale problema/ostacolo o pericolo? Perché un verde dimenticato e poco rispettato?

Amministratori e fruitori del verde le responsabilità sono trasversali. Non mancano i buoni esempi a cui rifarsi a cui ispirarsi con intelligenza e lungimiranza

Sabato 17 marzo ore 18: presentazione del libro “Trent’anni di sfida al diabete. Legge 115/87 e non solo”

presentazione del libro

“Trent’anni di sfida al diabete.

Legge 115/87 e non solo”

(Franco Angeli editore)

Partecipa EMANUELA BAIO autrice del libro,

e ALDO PASTORE Promotore della Legge

Introduce lo specialista diabetologo

Dr. RUGGIERO BASSO

A cura dell’Associazione AS.SA.DI.

Associazione Savonese Diabetici

Un trittico d’autore: può definirsi così la Legge 115, frutto della sinergia di associazioni, diabetologi, parlamentari e uomini di Governo. Compie trent’anni e ha permesso all’Italia di essere il primo Paese Europeo ad avere una legge dedicata e la migliore cura dei diabetici.

Il diabete mellito colpisce il 4% della popolazione adulta e sino al 10% della popolazione anziana. Gli obiettivi dell’ASSADI (Associazione Savonese Diabetici) sono diversi: quello di spronare le istituzioni competenti a svolgere corsi di educazione sanitaria, quello di snellire le pratiche per i rinnovi e i ritiri dei presidi, quello di avere sempre maggiori rapporti di collaborazione con gli ambulatori di diabetologia. La nostra principale finalità è quella di evitare al paziente diabetico gravi complicanze legate a questa patologia, sostenendo una regolare attività fisica e un corretto regime alimentare.

Per informazioni: assadi-savona@libero.it

 

Fino al 31 marzo: “Esposizione manoscritto originale di CESARE PAVESE”

“Esposizione manoscritto originale di

CESARE PAVESE”

Lettera scritta nel ’35 dal confino e rivolta a una parente savonese

“…Ma se si dovesse vivere col solo buon senso non ne varrebbe più la pena, il mondo sarebbe troppo noioso. Mentre è bello che il mondo somigli a una gabbia di matti. Io ho la pazzia malinconica e poetica, un altro ce l’ha furiosa; un terzo, passionale…”

La lettera originale di Pavese esposta alla Ubik appartiene al periodo del confino a Brancaleone Calabro, e porta la data del 18 dicembre 1935. La destinataria Irma Sini, (da nubile Peluffo) era nata a Savona nel 1898. Trasferitasi poi a Torino aveva sposato Luigi Sini, fratello di Guglielmo (entrambi citati nel testo) marito di Maria Pavese, sorella dello scrittore. In pratica Irma e Maria erano cognate. Irma Peluffo Sini, rimasta vedova e senza figli nel 1961, è deceduta a Torino nel 1975. Questa lettera è stata trovata da una nipote che vive a Savona tra le pagine di un libro appartenuto proprio alla zia.

“Esposizione manoscritto originale di CESARE PAVESE”

Da mercoledì 6 febbraio fino al 31 marzo:

“Esposizione manoscritto originale di

CESARE PAVESE”

“…Ma se si dovesse vivere col solo buon senso non ne varrebbe più la pena, il mondo sarebbe troppo noioso. Mentre è bello che il mondo somigli a una gabbia di matti. Io ho la pazzia malinconica e poetica, un altro ce l’ha furiosa; un terzo, passionale…”

La lettera originale di Pavese esposta alla Ubik appartiene al periodo del confino a Brancaleone Calabro, e porta la data del 18 dicembre 1935. A maggio infatti lo scrittore era stato sospettato di frequentare il gruppo di intellettuali aderenti a “Giustizia e Libertà” a contatto con Leone Ginzburg, e venne trovata, tra le sue carte, una lettera di Altiero Spinelli detenuto per motivi politici nel carcere romano. Accusato di antifascismo, Pavese venne arrestato e incarcerato dapprima alle Nuove di Torino, poi a Regina Coeli a Roma e, in seguito al processo, venne condannato a tre anni di confino a Brancaleone Calabro dove visse in esilio per 6 mesi.

Davide Lajolo nel libro “Il vizio Assurdo” introduce questa lettera con queste parole: “il 17 dicembre Pavese ha la notizia che “Lavorare stanca” vedrà la luce. Ecco i suoi pensieri in proposito e la sua promessa, vincolata agli attacchi d’asma, per l’invito che gli è stato rivolto di fare domanda di grazia…”

La destinataria Irma Sini, (da nubile Peluffo) era nata a Savona nel 1898. Trasferitasi poi a Torino aveva sposato Luigi Sini, fratello di Guglielmo (entrambi citati nel testo) marito di Maria Pavese, sorella dello scrittore. In pratica Irma e Maria erano cognate. Irma Peluffo Sini, rimasta vedova e senza figli nel 1961, è deceduta a Torino nel 1975. Questa lettera è stata trovata da una nipote che vive a Savona tra le pagine di un libro appartenuto proprio alla zia.

“I corsi d’acqua di Savona”

Mercoledì 14 febbraio ore 18:

“I corsi d’acqua di Savona”

Quinto incontro mensile con Italia Nostra sui temi di attualità che riguardano la tutela ambientale della nostra città.

Presenta il tema l’Ing. MAURO DELL’AMICO

La città è cresciuta, si è allargata ed ha occupato tutti gli spazi disponibili. E i corsi d’acqua? Peggio per loro -ovvero peggio per noi- come in quasi tutta l’Italia. Ma poi viene il giorno in cui si riprendono i loro spazi, e gli amministratori dicono: “bomba d’acqua come mai nel passato: chiediamo allo Stato di stanziare i fondi per coprire i danni”.

Ma i danni è meglio prevenirli. Come è messa Savona? In generale il rischio deriva dallo sbarramento costituito da ferrovia e Aurelia e gli interventi sono stati fatti a monte senza risolvere il cuore del pericolo. In particolare il Molinero ha già fatto i suoi danni, il San Cristoforo deve passare in una strettoia insensata, il fosso Sant’Antonio è un cunicolo semi ostruito. Nei piani di bacino sono indicati molti punti con il massimo del Rischio “R4”. Intanto si continua a impermeabilizzare tutte le superfici, per non sporcarsi le scarpe quando si cammina. Rio Pizzuta è una minaccia per Riborgo e Rio Loriano preoccupa il Santuario. Ogni tanto si fa la scena di tagliare delle canne per far vedere che si fa qualcosa.

“Dignità e libertà alla fine della vita”

Venerdì 16 febbraio  ore 18  Sala Rossa del Comune:

“Dignità e libertà alla fine della vita”

Incontro con la scrittrice

GIADA LONATI

e presentazione del libro

“L’ultima cosa bella”

(Rizzoli)

Introduce SIMONETTA LAGORIO.

A cura dell’Associazione Savona insieme, in collaborazione con la libreria Ubik

Se anche esistono malattie inguaribili, le persone sono sempre curabili…

Mai come oggi i successi della medicina ci consentono di accarezzare l’illusione dell’immortalità. Però, anche quando saremo guariti una, cento, mille volte, alla fine moriremo. È una cattiva notizia ma è così. Perché allora la morte continua a essere il grande rimosso della nostra cultura? Se anche l’Italia ha avuto recentemente una legge per cui siamo chiamati a esprimere le nostre volontà in un “testamento biologico”, come potremo farlo se non siamo in grado di integrare la fine della vita nel nostro orizzonte?

Giada Lonati è un medico palliativista e Direttore socio-sanitario di Vidas (l’associazione che assiste gratuitamente i malati terminali); il suo lavoro comincia quando la medicina che guarisce è stata sconfitta, quando si dice che “non c’è più niente da fare”, e invece c’è ancora moltissimo da fare. Si occupa di accompagnare persone vive (vivissime) in quell’ultimo tratto in cui tutto cambia significato e prende senso. Quel tratto in cui irrompe una consapevolezza nuova nelle nostre vite, un sapere che getterà una luce più nitida sul nostro presente, darà una dimensione diversa al nostro tempo, ci renderà più intensamente vivi. Una sapienza che l’autrice condivide in queste pagine, ricche di pienezza umana e capaci di rimetterci in relazione con noi stessi, con il nostro essere qui e ora.

(postfazione di Ferruccio De Bortoli)