Da martedì 6 a sabato 10 novembre: “La Grande guerra nei disegni di Achille Beltrame”

Da martedì 6 a sabato 10 novembre:

“La Grande guerra

nei disegni di Achille Beltrame”

Mostra delle tavole del grande disegnatore pubblicate a partire dal novembre 1914 su “La Domenica del Corriere”

A cura di FRANCESCO MADDALONE

Ricorre in questi giorni il centenario della conclusione della prima guerra mondiale. Il celebre disegnatore Achille Beltrame illustrò, nei quattro anni di guerra che insanguinarono il continente europeo, passo passo gli avvenimenti bellici. La forma di “notizia disegnata” usata da Beltrame si mostrava in prima pagina sulla “Domenica del Corriere”, rivista illustrata del Corriere della Sera, che costituiva un mezzo di comunicazione di grande modernità per l’epoca capace di influenzare particolarmente l’opinione pubblica. L’attesa per le tavole di Beltrame, a quel tempo, era pari a quella che oggi si riversa sui programmi televisivi. Una grande popolarità che merita di essere rivisitata anche per comprendere via via che la guerra andava svolgendosi, i sentimenti che animavano gli italiani.

“L’elemento che colpisce — scrive lo storico Gianni Oliva — è l’esaltazione della coralità. I simboli della patria cari alle allegorie risorgimentali scompaiono per lasciare il posto alla massa dei combattenti: la “patria” sono i fanti lanciati all’assalto delle trincee, gli alpini che presidiano le montagne, i bersaglieri a passo di corsa”.

Le tavole a colori di Beltrame divennero il marchio distintivo della rivista anche dopo la guerra. Nelle sue copertine venne riassunta in pratica tutta la storia del costume e della società italiana della prima metà del XX secolo. Fatti di cronaca, sportivi, di costume venivano riassunti con maestria dall’illustratore vicentino, che riusciva a renderli vivi e attuali agli occhi di una popolazione non ancora del tutto uscita dall’analfabetismo.

«Attraverso le immagini da lui create – scrive Dino Buzzati – i grandi e più singolari avvenimenti del mondo sono arrivati pur nelle sperdute case di campagna, in cima alle solitarie valli, nelle case umili, procurando una valanga di notizie e conoscenze a intere generazioni di italiani che altrimenti è probabile non ne avrebbero saputo nulla o quasi. Un maestro dell’arte grafica, quindi, ma anche un formidabile maestro di giornalismo…”

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