“Gli orologi del diavolo. Infiltrato tra i narcos, tradito dallo Stato”

Sabato 30 maggio ore 18:

incontro con l’infiltrato GIANFRANCO FRANCIOSI

e il giornalista di Presadiretta FEDERICO RUFFO

e presentazione del libro

Gli orologi del diavolo. Infiltrato tra i narcos, tradito dallo Stato”

(Rizzoli)

Partecipa CHRISTIAN ABBONDANZA Presidente della Casa della Legalità.

Introduce MARIO MOLINARI giornalista del blog di controinformazione www.ninin.liguria.it

A cura di Casa della Legalità, Ubik e Ninin

franciosi okUna storia drammaticamente vera. Gennaio 2005: Gianfranco Franciosi ha 25 anni e un talento innato come meccanico navale. A Bocca di Magra lo conoscono tutti, le sue giornate trascorrono tra casa, cantiere e il ristorante di famiglia dove passa per litigare con il padre. Un giorno riceve una strana visita: due clienti offrono un anticipo da 50.000 euro in contanti per un gommone velocissimo, con doppio fondo ed equipaggiato con radar e GPS. Gianni si insospettisce, va alla Polizia e accetta di aiutare gli investigatori a capirci di più. Sembra una cosa destinata a risolversi in fretta, invece Gianni scivola in un gioco più grande di lui e, con il passare dei mesi, diventa un agente infiltrato della Polizia a tutti gli effetti. Inizia così la sua seconda vita: quattro anni di viaggi in Sudamerica per trasportare enormi quantità di cocaina, quattro anni di festini con i narcos e di riunioni di emergenza con la polizia, quattro anni di paura. Diventa fratello acquisito del boss spagnolo Aurelio e guadagna una collezione di Rolex (“uno per ogni affare che faremo insieme”) ma al tempo stesso perde tutto: l’amore della sua donna, la famiglia, il lavoro. Persino la libertà, quando finisce in carcere vicino a Marsiglia e ci resta quasi un anno perché bruciare la copertura vorrebbe dire condannarsi a morte. Quando finalmente la Polizia conclude il più grande sequestro di droga mai avvenuto in Europa, Gianni è pronto a riprendersi la sua vita, ma il boss Aurelio sfugge all’arresto e ora vuole vendetta. È l’inizio di un incubo che continua ancora oggi: Gianni deve rinunciare alla sua identità e sparire nel nulla.

Gli orologi del diavolo, scritto con il giornalista Federico Ruffo, che per primo ha raccontato la storia di Gianni in una sua inchiesta a Presadiretta, è l’odissea di un uomo usato come esca e poi abbandonato dallo Stato.

GIANFRANCO FRANCIOSI, dopo aver trascorso quattro anni da infiltrato e due sotto falso nome in una località protetta, è uscito dal programma di protezione testimoni insieme con la moglie e i sei figli e vuole ritornare a vivere.

FEDERICO RUFFO, dopo aver collaborato con Report e Agorà, è inviato di Presadiretta. Nel 2013 ha vinto il premio giornalistico “Ilaria Alpi” con un’inchiesta sul calcioscommesse tra Italia, Spagna, Singapore e i Balcani, e ha realizzato la prima e unica inchiesta televisiva sulle falle nel sistema dei testimoni di giustizia.

“Il bosco in un libro…” Incontro per bambini

Sabato 30 Maggio ore 16,30:

franchello“Il bosco in un libro…”

“VerdeBruno e la minaccia di Bobolco

Incontro per bambini dai 5 ai 10 anni per presentare la collana per bambini “Pijamini”

Partecipa l’autore DARIO FRANCHELLO

Con i Pijamini, folletti verdi e magici, arriva il bosco in libreria! I folletti (che altro non sono i nostri autori e illustratori) verranno alla Ubik a raccontare storie, disegnare, cantare e suonare per far rivivere la magia del bosco e degli ambienti naturali tra gli scaffali dei libri.

I Pijamini, libri con storie di boschi, di monti, di parchi, di animali e di magie, vi aspettano…

“Bilancio della Finanziaria della Regione Liguria: Soldi alle banche e non ai cittadini o alla salvaguardia del territorio”.

Mercoledì 27 maggio ore 18:

“Bilancio della Finanziaria della Regione Liguria: Soldi alle banche e non ai cittadini o alla salvaguardia del territorio”.

Analisi dei bilanci della Finanziaria Regionale FILSE e di come la Regione utilizza i soldi destinati all’Economia

Partecipa ERNESTO JOHANNSON economista

Introduce ROBERTO MELONE

regione 2La FILSE è la finanziaria della Regione Liguria, e che raccoglie i finanziamenti dello Stato, della Regione stessa e dell’Europa, che dovrebbero essere destinati all’economia  ligure.

Durante l’alluvione del 2014, di Genova, la Regione ha ripetutamente detto che non c’erano soldi per le emergenze dei cittadini; in realtà analizzando i dati pubblicati il 2 Settembre del 2014 nel Bilancio consuntivo della FILSE stessa emerge che NON sono stati assegnati neppure  le somme, già destinate, delle precedenti alluvioni del 2000 e del  2011.

Osservando i dati, emerge in modo evidente una notevole discrepanza tra l’ammontare dei soldi disponibili e quelli utilizzati invece prevalentemente in operazioni finanziarie e  investimenti nelle proprie partecipate.

Dal Bilancio del 2013 figura infatti che da una disponibilità di fondi per un valore di 358 milioni di Euro  risultano investiti in operazioni bancarie, obbligazioni ed azioni piu’ di 300 milioni: crediti verso enti creditizi e altri enti finanziari, obbligazioni e altri titoli, azioni-quote e altri titoli a reddito vari abile, pronti contro termine.

Questo significa che la stragrande maggioranza dei fondi disponibili per essere destinati magari alla salvaguardia del territorio, ma anche all’economia ligure, alla sua crescita e allo sviluppo per creare nuovo lavoro sono invece investiti in depositi bancari, in enti finanziari, in obbligazioni e azioni detenute in portafoglio. E questo, in una situazione di crisi economica e di mancanza di lavoro, è veramente scandaloso.

Sulla base di queste osservazioni diventa indispensabile un’analisi più dettagliata del bilancio stesso, che sarà esposto in modo sintetico, per evidenziarne  proprio le possibili criticità.

Come la Regione utilizza i fondi destinati all’Economia

CatturaMercoledì 27 maggio  ore 18:

Come la Regione utilizza i fondi destinati all’Economia

Analisi dei bilanci della Finanziaria della Regione Liguria: Soldi alle banche e non ai cittadini o alla salvaguardia del territorio

Partecipa ERNESTO JOHANNSON economista. Introduce ROBERTO MELONE.

La FILSE è la finanziaria della Regione Liguria, e che raccoglie i finanziamenti dello Stato, della Regione stessa e dell’Europa, che dovrebbero essere destinati all’economia  ligure.

Durante l’alluvione del 2014, di Genova, la Regione ha ripetutamente detto che non c’erano soldi per le emergenze dei cittadini; in realtà analizzando i dati pubblicati il 2 Settembre del 2014 nel Bilancio consuntivo della FILSE stessa emerge che NON sono stati assegnati neppure  le somme, già destinate, delle precedenti alluvioni del 2000 e del  2011.

Osservando i dati, emerge in modo evidente una notevole discrepanza tra l’ammontare dei soldi disponibili e quelli utilizzati invece prevalentemente in operazioni finanziarie e  investimenti nelle proprie partecipate.

Dal Bilancio del 2013 (FILSE Bilancio 2013) figura infatti che da una disponibilità di fondi per un valore di 358 milioni di Euro  risultano investiti in operazioni bancarie, obbligazioni ed azioni piu’ di 300 milioni: crediti verso enti creditizi e altri enti finanziari, obbligazioni e altri titoli, azioni-quote e altri titoli a reddito vari abile, pronti contro termine.

Questo significa che la stragrande maggioranza dei fondi disponibili per essere destinati magari alla salvaguardia del territorio, ma anche all’economia ligure, alla sua crescita e allo sviluppo per creare nuovo lavoro sono invece investiti in depositi bancari, in enti finanziari, in obbligazioni e azioni detenute in portafoglio. E questo, in una situazione di crisi economica e di mancanza di lavoro, è veramente scandaloso.

Sulla base di queste osservazioni diventa indispensabile un’analisi più dettagliata del bilancio stesso, che sarà esposto in modo sintetico, per evidenziarne  proprio le possibili criticità.

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“Arnesi per fare musica. Manuale di Organologia Creativa”

11101153_10205810166806537_5133324624729670627_nGiovedì 21 maggio ore 18:

incontro con lo scrittore FREDDY COLT
e presentazione del libro “Arnesi per fare musica. Manuale di Organologia Creativa”

Partecipa il mandolinista CARLO AONZO.
Introduce MONICA CASTELLO.

Il manuale è un compendio di schede sui più bizzarri o inusitati strumenti musicali di ogni epoca e latitudine: dalle fogge più strane di mandolini e ottoni a strumenti etnici, ibridi, insoliti o anche soltanto progettati. Con una perla: il capitolo dedicato al “kazoo” (particolare strumento a fiato che si può ascoltare in canzoni celeberrime come “Bartali” e “Lo zio”) è stato scritto proprio da Paolo Conte.
Nelle circa 140 pagine si troveranno moltissime curiosità come il progetto per una batteria mobile ideato da Nini Sappia, un testo del futurista Farfa sul divenire della strumentazione orchestrale, gli strumenti inventati da Walt Disney per i fumetti, arnesi elettrici come il Theremin e il Mellotron, ma anche il Violino a tromba, la Celesta, e strumenti “putativi” come la bacchetta direttoriale. Ricercato è pure l’apparato di illustrazioni, fatto di xilografie rinascimentali, incisioni ottocentesche, fotografie, schizzi e disegni.

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“Genova criminale”

Sabato 23 maggio  ore 18:

“Genova criminale”

Presentazione del libro e incontro con gli autori di gialli

ANNAMARIA FASSIO (Mondadori), MARIA MASELLA (Mondadori e Frilli), CRISTINA RAVA (Garzanti e Frilli), ANDREA NOVELLI e GIANPAOLO ZARINI (Marsilio), ROBERTO CENTAZZO (Frilli e Tea) e GIANLUCA FERRARIS (Baldini Castoldi Dalai e Ponte alla Grazie)

CatturaIl mare e il nero che inghiotte tutto. Una città abbarbicata sulle colline e protesa sugli scogli, una città bifronte teatro di efferati delitti: Genova. Il centro storico più esteso d’Europa, inquietante e affascinante, con i suoi carruggi carichi di mistero; la Darsena, trasformata da Renzo Piano in un salotto meta di turisti nel quale si respira ancora l’antica tradizione del porto commerciale, regno dei camalli; il centro storico cantato e mitizzato da De André e triste testimone dei fatti del G8.

Un città ambigua Genova, sempre e comunque. Palcoscenico ideale per le penne noir di sette scrittori che hanno raccontato, quartiere per quartiere, un capoluogo ligure mai così criminale…

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“Cosa pretende una figlia dalla propria madre?”

Venerdì 22 maggio  ore 18:

“Cosa pretende una figlia dalla propria madre?”

La relazione tra madre e figlia da Freud a Lacan nel libro di Malvine Zalcberg

Partecipa COSTANZA COSTA psicoterapeuta

CatturaLa domanda del titolo mette in evidenza come nella trasmissione generazionale, di madre in figlia, una figlia pretenda che la madre le trasmetta come lei stessa abbia costituito la propria femminilità. Questa questione attraversa tutto il libro: come una donna possa costituire la sua femminilità partendo dal modo in cui sua madre ha forgiato la sua.

Avviene in un momento della vita, che una madre ed una figlia abbiano bisogno di capire la natura delle relazioni che le legano reciprocamente, spesso in modo passionale tra rimproveri ed allontanamenti. Questa ricerca così unica tra due donne, attraversate l’una e l’altra da questioni che riguardano la femminilità, va al cuore della loro identità: perché tra madre e figlia soggiace sempre l’enigma della sessualità femminile.

Il libro, destinato sia ai professionisti che al grande pubblico, sbroglia così il filo dei legami delicati che uniscono madri e figlie (una sottile relazione così desiderata, così dolorosa, ma così ricca di opportunità), e l’incidenza nelle relazioni che le figlie in quanto donne stabiliranno nella loro vita adulta.

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“Passeggiata e dintorni a Savona il futuro è a ponente”

Mercoledì 20 maggio  ore 18:

“Passeggiata e dintorni a Savona il futuro è a ponente”

Serve una scelta ambiziosa per la  passeggiata e la pista ciclopedonale, per lo sviluppo del ponente di Savona in chiave turistica

Partecipa PAOLO FORZANO Presidente del Comitato Casello Albamare.

Introduce FRANCO ZUNINO Presidente II commissione permanente del Comune di Savona.

A cura del Comitato Casello Albamare

CatturaIl progetto di passeggiata della zona a ponente di Savona dalle Fornaci a Zinola, commissionato dalla città di Savona, è un progetto molto modesto. E’ stato abbastanza unanimemente giudicato così, con punte di rigetto da parte dei bagni marini, dove la passeggiata era costituita da una passerella in legno tra gli insediamenti balneari ed il mare. Un tale progetto è troppo poco attraente per far sì che i 2.330 metri di costa si trasformino da brutta periferia a zona di alto interesse: serve molto di più. Solo un bel progetto può attrarre persone, interessi, capitali, attività. In poche parole Savona deve porre le basi per un suo rilancio in chiave turistica e di attrazione marina, e le nostre amministrazioni non lo hanno mai fatto. Eppure a ponente ha una costa che è il 35% più lunga delle Albissole, ed è anche allo sbocco dell’autostrada che porta piemontesi e lombardi al mare. Una grande occasione da non perdere.

Con questo intervento vogliamo dare un concreto contributo di idee, con un progetto integrato che coniughi interesse ed accessibilità.

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incontro con il Procuratore di Reggio Calabria NICOLA GRATTERI e con l’esperto di ‘ndrangheta ANTONIO NICASO

Sabato 16 maggio  ore 18  Sala Rossa del Comune:

incontro con il Procuratore di Reggio Calabria NICOLA GRATTERI e con l’esperto di ‘ndrangheta ANTONIO NICASO e presentazione del libro “Oro bianco” (Mondadori)

Partecipa CHRISTIAN ABBONDANZA  Presidente della Casa della Legalità.

Introducono MATTEO INDICE e MARCO GRASSO giornalisti de Il Secolo XIX e autori del libro “A meglia parola” sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Liguria.

A cura di Casa della Legalità e libreria Ubik

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Nel 2012 nel mondo 243 milioni di persone hanno assunto almeno una volta sostanze illecite. Fra tutte, la cocaina è la più richiesta e la più venduta dalla ‘ndrangheta. Per i boss della mafia calabrese, la “neve” è profitto, guadagno, flusso costante di liquidità che capovolge il pensiero economico classico, secondo cui la criminalità non “produce” perché distrugge, e non genera ricchezza.

In queste pagine, frutto di un lavoro di ricerca e sul campo senza precedenti, Gratteri e Nicaso ricostruiscono i grandi traffici di cocaina nel mondo in un viaggio che dalla Colombia ci porta fino in Calabria e in Liguria (la regione con più alta infiltrazione mafiosa del nord Italia, secondo il Ministero dell’Interno), seguendo le tappe del business planetario che arricchisce i narcotrafficanti, impoverisce e uccide i tossicodipendenti, contamina il sistema bancario, corrompe le classi dirigenti.

Hanno visitato le piantagioni di coca in Colombia e sono entrati nei laboratori dove dalla foglia della pianta viene ricavata la “pasta base”, sono stati in Bolivia, Perú, Argentina, Brasile, Canada, Messico, Stati Uniti, ma anche in Africa e in Australia. E poi in Germania, Austria, Spagna, Portogallo, Irlanda, Belgio, Olanda, per ricostruire le rotte di aria, mare e terra lungo le quali la cocaina passa dal produttore al consumatore. Un libro tragicamente vero ma, al tempo stesso, capace di riaccendere la speranza di poter debellare, prima o poi, questo vero e proprio flagello mondiale.

-NICOLA GRATTERI è forse il magistrato più esposto nella lotta alla ‘ndrangheta. Ha indagato sulla strage di Duisburg e sulle rotte internazionali del narcotraffico. Insieme ad Antonio Nicaso per Mondadori ha scritto 8 libri.

-ANTONIO NICASO, storico delle organizzazioni criminali, è uno dei massimi esperti di ‘ndrangheta nel mondo. Insegna alla Queen’s University in Canada e al Middlebury College in California. Ha scritto 27 libri, tra cui alcuni bestseller internazionali.

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